Panico a TJS: "Juve Stabia il top della mia carriera. La finale di Coppa Italia mi è rimasta 'ngann'. Vi racconto cosa ho provato dopo l'operazione"

L'ex portiere delle Vespe raggiunto in esclusiva
12.12.2012 08:00 di Ciro Novellino   Vedi letture
Panico a TJS: "Juve Stabia il top della mia carriera. La finale di Coppa Italia mi è rimasta 'ngann'. Vi racconto cosa ho provato dopo l'operazione"

Andrea Panico, ex portiere della Juve Stabia e calciatore tanto amato dai tifosi gialloblè, è stato raggiunto in esclusiva da TuttoJuveStabia, per parlare del passato e del presente.

Una carriera che ha raggiunto l’apice a Castellammare. Quali i suoi ricordi più belli della città e della squadra?
“La città di Castellammare mi ha mostrato un grande affetto sin da subito. Questo non lo dimenticherò mai. A livello calcistico lì ho raggiunto il top. Nella mia carriera è stata la squadra più forte con la quale ho giocato. Sono andato via per scelte tecniche, purtroppo, ma il ricordo resta in me indelebile”.

Lei è arrivato in punta di piedi per essere il vice di Soviero ma poi a suon di prestazioni ha conquistato la maglia da titolare portando le Vespe in C1 e dando un grosso contributo per la conquista della coppa Italia.
“Sono contento di questo. Spodestare Soviero non era facile, ma con la mia passione e grinta sono riuscito a ritagliarmi il mio spazio e ha conquistare il cuore dei tifosi. Posso dire a tutti che in quel campionato, nel quale fummo promossi, io ero protagonista. La coppa Italia, invece, la ricordo soprattutto per la gara con il Taranto nella quale diedi il mio contributo con una prestazione ottima. Porto però il rammarico di non aver potuto disputare la finale. Mi è rimasta un po’, come si dice a Napoli, ‘ngann’!”

Vincere a Castellammare com’è?
“Vincere a Castellammare è una cosa indescrivibile. Ho vinto anche a Cosenza ma, senza nulla togliere ad una piazza altrettanto importante, Castellammare ti dà una sensazione diversa. C’è fame di vittoria e la passione ti travolge con il suo pubblico passionale e io, che sono uomo del sud, so cosa significa”.

Lei ha aperto una scuola calcio per portieri…
“Ho aperto questa scuola calcio a livello professionistico e l’ho fatto insieme alla Juve Stabia, perché per me è la casa madre. Prima, infatti, di portare un ragazzo in un’altra squadra, contatto il club stabiese, anche per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicino. Sarebbe un sogno vedere un mio ragazzo con la maglia gialloblè”.

Durante il suo momento di difficoltà, dovuto ad avvenimenti extra calcistici, ha sentito l’affetto della piazza stabiese?
“Non posso mai dimenticare quello che la Juve Stabia ha fatto per me. Ricordo di quando mi svegliai dall’operazione e vidi due fax arrivati da Castellammare. La società e i tifosi volevano starmi vicino e fu una gioia immensa. Una cosa che porterò sempre dentro di me. Ancora oggi i tifosi mi contattano e mi riempiono di affetto”.

Sente ancora qualche suo ex compagno di squadra?
“Sento parecchi di loro sia per la mia scuola calcio ma anche per confrontarmi su qualche ragazzo in particolare”.

Da ex portiere ed osservatore qual è, le chiedo un giudizio sulla coppia Seculin-Nocchi?
“Due portieri di grandissimo valore. Una coppia eccezionale. Seculin viene da una scuola di grande rispetto, mentre Nocchi mi ha impressionato molto. Sicuro di sé e con grandi potenzialità per le sue doti atletiche e fisiche. Poi a mister Braglia piace sempre cambiare e far ruotare i suoi due portieri. Non pensa di aver un solo titolare ma sa che può e vuole contare su tutti e due, ritenendoli due numero 1. Questo consente ad entrambi di mantenere alta la concentrazione”.

Le Vespe vivono un momento difficile con 1 solo punto conquistato in tre gare disputate. Cosa pensa?
“La Juve Stabia continua a giocare un buon calcio, nonostante le difficoltà. Ho visto le ultime gare e posso dire che non meritava di perdere ma al contrario di vincere. Anche a Firenze, al cospetto di una grande squadra, ha fatto una grandissima prestazione. Un primo tempo importante, mettendo anche in difficoltà la Viola. Ci sono diversi infortuni e sono convinto che si riprenderà presto e tornerà a fare il campionato dello scorso anno”.

Secondo lei, qual è l’obiettivo reale di questa compagine?
“L’obiettivo della società è la salvezza. Ma Braglia lo conosciamo tutti e se sarà là in alto se la giocherà fino in fondo. Poi ci sarà il mercato di gennaio e sicuramente ci sarà qualche ritocco. I presidenti non si tireranno indietro per puntellare la squadra e puntare ai playoff”.

Il presidente Manniello dice che la serie A sarebbe un problema per Castellammare. Lei cosa pensa?
“Lui avrà i suoi motivi. Ma la serie A sarebbe un sogno. Già vedere la Juve Stabia oggi giocare, in serie B, mi regala forti emozioni, anche perché posso dire di aver aiutato questa squadra, nel mio piccolo”.

Un saluto ai tifosi della Juve Stabia…
“Un abbraccio a tutti ma in particolare alla curva. Lì so che si parla sempre di me e spero di poter venire presto a trovarli vedendo una gara proprio insieme a loro”.