Carta docente, la doppia novità: si estende ai precari, ma l’importo di 500€ è a rischio per tutti

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La Carta del docente rappresenta ormai da anni uno strumento fondamentale per l’aggiornamento professionale degli insegnanti italiani. Ma l’edizione 2025/26 parte tra dubbi e attese: la piattaforma è ferma, il bonus non è ancora stato accreditato e l’importo storico di 500 euro non è più una certezza. Allo stesso tempo, però, emergono novità importanti per i docenti a tempo determinato, finora esclusi in parte dalla misura.

Quando arriva la Carta del docente e quale importo aspettarsi

Negli anni precedenti l’accredito della Carta è sempre avvenuto tra settembre e ottobre, ma per l’anno scolastico in corso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali. La piattaforma risulta sospesa per permettere il passaggio dalla gestione 2024/25 a quella 2025/26.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la legge di conversione del decreto n. 45/2025, che ha introdotto l’articolo 6-bis: l’importo del bonus non è più fissato in modo automatico, ma sarà definito ogni anno tramite decreto del MIM in concerto con il MEF, tenendo conto delle risorse disponibili e del numero di beneficiari.

Questo significa che i 500 euro restano solo una soglia massima storica: per il 2025/26 l’importo effettivo potrebbe subire una riduzione, a seconda delle scelte ministeriali.

Novità per i docenti a tempo determinato

Una delle modifiche più significative riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari. Con il decreto scuola n. 45/2025, la Carta è stata estesa anche ai docenti con contratto annuale al 31 agosto.

Quindi nell’anno scolastico 2025/26 avranno diritto al bonus:

  • i docenti di ruolo (anche neoimmessi e in part time);

  • i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute;

  • i docenti in comando, distacco o fuori ruolo;

  • i docenti all’estero e nelle scuole militari;

  • i supplenti annuali fino al 31 agosto 2026.

Restano esclusi i contratti al 30 giugno e i supplenti brevi, se non tramite ricorso legale, come stabilito dalla sentenza n. 29961/2023 della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto il diritto anche ai precari ma solo attraverso azioni giudiziarie individuali.

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Cosa si può acquistare con la Carta docente 2025/26

Il bonus può essere speso per attività e strumenti legati all’aggiornamento culturale e professionale degli insegnanti. Gli acquisti consentiti comprendono:

  • libri, riviste e pubblicazioni, anche digitali;

  • corsi di formazione e aggiornamento accreditati dal MIM;

  • iscrizioni universitarie, master e corsi post-laurea coerenti con il profilo professionale;

  • hardware e software didattici (sono esclusi smartphone, stampanti, fotocamere e accessori come toner e chiavette USB);

  • eventi culturali, inclusi biglietti per cinema, teatro, musei, mostre ed eventi dal vivo.

Ogni acquisto deve essere effettuato presso esercenti registrati o piattaforme aderenti al sistema della Carta. I buoni generati non sono cumulabili con altre forme di pagamento e sostituiscono la fattura o la ricevuta.

Come accedere alla piattaforma e generare i buoni

Per utilizzare la Carta docente occorre accedere alla piattaforma ufficiale tramite SPID o CIE. Chi non dispone ancora dell’identità digitale dovrà attivarla per poter entrare nel sistema.

Una volta attiva, la procedura è semplice:

  1. Autenticazione con SPID o CIE.

  2. Verifica del saldo disponibile nel proprio “borsellino digitale”.

  3. Selezione della voce di spesa (libri, corsi, hardware, eventi, ecc.).

  4. Generazione del buono: il sistema crea un voucher con codice identificativo e data di scadenza.

  5. Utilizzo del buono presso l’esercente o il portale online convenzionato.

Il fornitore riscatterà il buono attraverso i canali ministeriali e l’acquisto risulterà così saldato. È bene ricordare che ogni buono è nominativo, non cedibile e non può essere convertito in denaro.

In attesa di certezze: cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Ad oggi, la piattaforma resta sospesa e i docenti non sanno ancora quando arriverà l’accredito. È probabile che il decreto ministeriale che stabilirà l’importo venga pubblicato entro ottobre, ma al momento si naviga nel buio.

Le associazioni di categoria hanno chiesto al Governo di garantire continuità, temendo che una riduzione dell’importo possa penalizzare un settore già sotto pressione. Intanto, gli insegnanti attendono con impazienza di poter contare sul bonus, che negli ultimi anni si è rivelato spesso fondamentale per aggiornarsi e dotarsi di strumenti digitali.

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Blogger tuttojuvestabia.it